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14:29 - 12 marzo 2010
Home > Interviste > Twister - Intervista a Mario Airò
Mario Airò è nato a Pavia nel 1961. Per Twister ha realizato l'installazione luminosa Loto.
Quali sono secondo te i punti di forza di Twister?
L'aspetto interessante dell'iniziativa è stato quello di chiedere dei progetti specifici per certi luoghi e che questi progetti siano permanenti, legati al contesto umano e sociale del luogo, considerato non solo quindi come spazio architettonico.
Come si è sviluppato Loto, il tuo intervento presso la Fondazione Stelline di Milano?
Le Stelline sono uno spazio interessante di Milano. La cosa che mi ha incuriosito è che il museo aveva appena aperto un'ala nuova al piano inferiore e lo spazio di raccordo tra i due ambienti era quello che la commissione aveva individuato come luogo dove intervenire. La proposta era di lavorare sullo scalone attraverso cui si accede al piano interrato. Quando sono arrivato ho visto invece che questa stanzetta si prestava meglio, in quanto luogo di passaggio, spazio non espositivo. Mi è sembrato più interessante lavorare in uno spazio di questo tipo che non in quello più monumentale dello scalone. Inoltre la stanza è uno spazio poco ragionato, un ambiente di servizio usato anche per i laboratori didattici.
Delle altre dieci opere che compongono Twister, quali ti hanno colpito?
Ho visto con molto piacere sia l'intervento di Massimo Bartolini che quello di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini. Quello di Bartolini mi è sembrato un segno molto semplice capace di modificare una connotazione spaziale senza essere invasivo o magniloquente. Io non amo molto le opere che tendono a imporsi e che sotto sotto si rifanno all'estetica del monumento. Questa modificazione di una palizzata che diventa quasi una partitura musicale visiva mi è sembrata un'idea molto intelligente e raffinata per intervenire con un segno permanente. Il progetto di Ottonella e Nicola è molto bello perché coinvolge i bambini e il risultato riesce a trasmettere la potenza della fantasia infantile e la libertà dell'immaginario originario.
Stefano Ferrari
(15:56 - 19 ott 2009)