Approfittando dell'Artefiera chiediamo ad Angela Vettese e a Gian Marco Montesano cosa ne pensano della nomina di Sgarbi al padiglione Italia.
Montesano ha dichiarato: Io lo conosco a Sgarbi. Io ne penso bene , nel senso che dico, è la linea consequenziale alla biennale alla quale ho partecipato, è lo sviluppo migliore, della biennale che si è fatta quest'anno. Se lui si impegna al massimo in quel che sa fare, può far meglio di questa biennale. Sé se ne frega e fa un po' si un po' no, perchè lui è così e non si impegna al massimo, non sta attento allora farà delle cagate monumentali, ma potrebbe fare una cosa molto interessante, perchè lui le idee ce le ha. Come quando ha detto, allora al padiglione Italia contemporaneità e allora io ci metto il Mantegna, però non so se glielo danno, però è capace e accanto di metterci De Dominicis. [...] insomma può fare un padiglione in cui può dimostrare che la grande arte non è ne antica ne moderna, ne di domani ne di oggi, è solo grande arte.
Lui queste idee ce le ha, io penso che ci siano dei rischi, che con lui ci son sempre i rischi, perchè non è affidabile, però io la penso bene. In seguito ha parlato anche di Luca Beatrice : Anche Luca se si impegna è un ragazzo brillante, molto in gamba, scrive bene, ha degli interessi molto vasti, cinema, di serie b, la musica pop. Anche Luca è così, è uno che se si impegna e fa il bravo, è bravo e ha anche delle idee, ma se svacca, svacca. Sono un po' così.
Angela Vettese rilascia una critica velata: Non è una tragedia, anche secondo lei è la scontata continuazione dell'ultima biennale. Ci racconta di una domanda che in quanto presidente della giuria della Biennale, una giornalista le fece sul motivo del così basso valore del Padiglione Italia - Non risposi, cosa potevo rispondere? Non valeva la pena rispondere.
Riprendendo le parole che nell'ultimo Art Talk dell'ArteFiera Giacinto Pierantonio ha usato riguardo la scelta di Beatrice Merz al posto di direttore del Castello di Rivoli: Diamole tempo, in fin dei conti anche Andrea Bellini quando fu scelto, molte erano le critiche, non ha mai gestito un museo, non ha l'esperienza, ma fece un ottimo lavoro. Quindi veramente diamo tempo alle persone di dimostrare quello che possono valere.
Sicuramente la scelta di Sgarbi non è casuale, ma vediamo cosa accadrà. Chissà che non possa creare un dialogo critico, un continuum tra un passato (importante come quello italiano), l'attualità e il futuro.
Paolo Paggi
(12:17 - 02 feb 2010)