( Amersfoort 1872 - New York 1944)
Pittore olandese, una delle figure più importanti nello sviluppo dell'arte astratta. I suoi primi dipinti erano naturalistici e diretti, spesso delicati nei colori, ma tra il 1907 e il 1910 le sue opere presero un carattere simbolista, dovuto in parte all'influenza di Toorop e forse in parte alla sua conversione alla teosofia. Tra il 1912 e l'inizio della prima guerra mondiale, nel 1914, si divise tra Parigi e i Paesi Bassi e in questo periodo fu fortemente influenzato dal cubismo; dipinse una serie di quadri sul tema di un albero, nei quali l'immagine diventava progressivamente più frammentata e astratta (Melo in fiore, 1912, Gemeentemuseum, L'Aia). Intorno al 1914 aveva praticamente eliminato dalle sue opere le linee curve, adottando una struttura prevalentemente orizzontale e verticale, in cui il disegno era suggerito da forme naturali solo vagamente accennate. Nel 1915 incontrò Theo Van Doesburg e due anni più tardi si unì a lui nella fondazione dell'associazione De Stijl, che promosse un nuovo stile di pittura astratta geometrica del quale Mondrian fu il principale esponente. In questo stile, che battezzò neoplasticismo, si limitava a linee dritte e colori base per creare un'arte di grande chiarezza e rigore che riteneva riflettesse le leggi dell'universo, rivelando le immutabili realtà dietro le apparenze del mondo in costante mutamento. In genere usava un reticolo di righe nere (tutte perfettamente dritte e rigorosamente orizzontali o verticali) per formare una rete asimmetrica di rettangoli di varie dimensioni che venivano dipinti con un limitato numero di colori (i tre primari -blu, rosso, e giallo -più nero, bianco e inizialmente il grigio, che in seguito venne eliminato). Dal 1919 al 1938 Mondrian visse a Parigi, dove nel 1931 si unì al gruppo Abstraction-Création. Per molti anni faticò a procurarsi da vivere, ma negli anni Venti incominciò gradualmente a farsi conoscere all'interno di un circolo internazionale di ammiratori, che comprendeva l'americana Katherine Dreier (dal 1926). Nel 1938 lasciò Parigi a causa della minaccia della guerra e per i due anni successivi visse a Londra, vicino a Naum Gabo e Ben Nicholson. Dopo che la casa di fianco al suo studio venne colpita da una bomba, si trasferì a New York nel 1940 e lì trascorse i suoi ultimi anni, adattandosi bene alla nuova patria nonostante avesse quasi settant'anni. In America sviluppò uno stile più colorato, con ritmi sincopati che riflettono il suo interesse per il jazz e per la danza (Broadway Boogie-Woogie, 1942-43, MoMA). Pur essendo noto per l'ordine quasi maniacale e per uno stile di vita piuttosto pignolo, coltivò una passione per le danze popolari e prese lezioni dei balli alla moda. John Milner (Mondrian, 1992) scrive: "Anche verso la metà della sua vita, quando godeva già una certa celebrità, il suo studio era semplice e privo di qualsiasi comfort non necessario. La sua unica concessione era un grammofono. Alcuni mobili erano costruiti con scatole di legno... Non aveva moglie né figli ad arricchire e complicare la semplicità della sua vita quotidiana... Sorrideva raramente per i fotografi, apparendo riservato, austero, preoccupato e un po' impacciato in pubblico... [ma] era cordiale e ospitale con i visitatori".
L'enorme influenza di Mondrian non si limitò agli artisti simili a lui nello stile e nel punto di vista estetico. Ebbe anche un impatto potente sull'arte industriale, decorativa e pubblicitaria dagli anni Trenta in avanti; tanto che Ian Dunlop scrive: "Non è un'esagerazione dire che il suo effetto sull'aspetto e lo stile della vita contemporanea è stato maggiore rispetto a quello di qualsiasi altro artista moderno, inclusi personaggi del calibro di Matisse e Picasso" (Piet Mondrian, 1967). Quest'influenza ebbe modo di diffondersi grazie ai suoi scritti (tra cui numerosi articoli usciti sul periodico De Stijl), così come tramite i suoi dipinti.