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22:56 - 03 settembre 2010


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Home > Mostre > L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani


henri matisse

Henri Matisse, Il lanciatore di coltelli, 1947, tavola stampata a pochoir da carte colorate a tempera e ritagliate, cm 42x65, EWK Bern

L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani

Il progetto di mostra dedicato a L'artista viaggiatore, curato da Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni e promosso dal Comune di Ravenna, dall'Assessorato alla Cultura e dal Museo d'Arte della città, con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, in programma nelle sale del Mar dal 22 febbraio al 21 giugno 2009, intende presentare i percorsi di alcuni dei più significativi artisti che, affascinati da questo mito, hanno viaggiato e vissuto fuori dall'Europa.
Fin dall'antichità, come testimoniano le grandi imprese dei Fenici e dei Greci, l'uomo ha assecondato il suo bisogno innato di superare il conosciuto, di esplorare paesi lontani nel tentativo di ampliare i propri orizzonti alla scoperta di nuove e diverse civiltà. Figure come Ulisse, Enea, Marco Polo, Colombo, Magellano e De Gama, Cook e Cousteau hanno alimentato la mitologia del grande viaggiatore al centro di tanta letteratura.
Nell'Ottocento, l'interesse verso luoghi inesplorati ed esotici si sviluppa in parallelo agli avvenimenti storici e agli appetiti espansionistici europei: il viaggio non è più solo scoperta di nuovi luoghi, ma anche di orizzonti, popolazioni e culture sconosciute e diverse. L'interesse per l'Oriente, che agli occhi dell'uomo ottocentesco non è solo Asia, ma un'area più vasta che si estende all'Africa Settentrionale e ai Balcani, trova terreno fertile nel gusto per il fantastico, il misterioso e il suggestivo tipico del Romanticismo allora imperante e sfocia nello stile pittorico dell'Orientalismo. Inaugurato in Francia, introdotto successivamente in Italia, nella seconda metà dell'Ottocento si afferma al punto da stimolare un'intensa produzione artistica e letteraria ricavata dai ricordi di viaggio e popolata di odalische e animali esotici, in atmosfere da mille e una notte.
È però sul finire del XIX secolo, con Gauguin e gli artisti a lui contemporanei e da lui influenzati, che il mito dell'esotico si diffonde definitivamente e lo sguardo dell'artista europeo diventa fatto creativo ed estetico: la vita e l'arte di popoli lontani, i paesaggi, i corpi e i colori di terre distanti dalla geografia culturale dell'Occidente innestano una svolta decisiva nell'arte europea.
Tra Otto e Novecento le tendenze simboliste introducono un'interpretazione più misteriosa dell'Oriente, visto come luogo di evasione e di sensuali attrattive. Questa fascinazione investe anche il costume: gli arredi, gli oggetti e gli abiti dell'epoca si ispirano a questo mondo favoloso e alle suggestioni dell'estremo Oriente.

Introdotto da modelli storici di galeoni, antiche carte geografiche e mappamondi, il percorso inizia dal realismo ottocentesco di Caffi, Ussi, Pasini e Guastalla, le cui opere raccontano e documentano i loro viaggi al seguito di spedizioni diplomatiche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Si passa poi attraverso il post-impressionismo di alcuni dei maggiori artisti europei, tra cui Gauguin e le sue suggestioni polinesiane, per giungere all'espressionismo dei tedeschi Nolde e Pechstein e del francese Matisse, in Oceania nel primo decennio del ‘900. Parallelamente, il Nord Africa suscita l'interesse di artisti come Kandinsky e la sua compagna Münter, a Tunisi nel 1914, Klee, anch'egli a Tunisi nello stesso anno e poi ad Hammamet alla ricerca delle potenzialità della luce e del colore con Moilliet e Macke, Kokoschka in Egitto negli anni '20, e Dubuffet con i suoi deserti algerini degli anni '50. Protagonisti dell'Informale come Tobey e Mathieu, con le loro derivazioni dal calligrafismo giapponese, ci conducono al continente asiatico, meta condivisa, pur nella diversità dei paesi prescelti e delle esperienze esistenziali ed estetiche, anche da artisti viaggiatori contemporanei come Mondino, Boetti e Ontani.
L'esposizione è arricchita da reportage fotografici storici e da sculture, maschere, oggetti rituali ed etnografici provenienti dai luoghi evocati.
La scelta di un tema come quello del viaggio sottolinea la millenaria vocazione di Ravenna: una città dove, ancora oggi, "un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente", come scriveva Eugenio Montale in "Dora Markus".

Per questa mostra il Mar si è avvalso di un autorevolissimo comitato scientifico, composto da Marco Antonio Bazzocchi, Docente di Letteratura presso l'Università di Bologna; Pietro Bellasi, Docente di Sociologia dell'Arte presso l'Università di Bologna; Anita Beloubeck-Hammer, curatrice del Kupferstichkabinett, Staatliche Museem Berlin; Gualtiero Harrison, Docente di Antropologia culturale, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Annegret Hoberg, curatrice del Städtische Galerie im Lenbachaus; Norbert Nobis, curatore dello Sprengel Museum di Hannover; Claudio Spadoni, direttore del MAR di Ravenna; Tulliola Sparagni, storica dell'arte; Jörg Zütter, storico dell'arte.

Il catalogo, edito da Silvana Editoriale, sarà corredato da saggi di Gualtiero Harrison, Tulliola Sparagni, Claudio Spadoni, Marco Antonio Bazzocchi, Norbert Nobis, Anita Beloubeck - Hammer, Annegret HobergJorg Zutter.


info mostra

Tipologia: Collettiva

durata
dal 22/02/2009 al 21/06/2009

giorni e orari
fino al 31 marzo: martedì - venerdì 9-18, sabato e domenica 9-19 dall'1 aprile: martedì-giovedì 9-18; venerdì 9-21; sabato e domenica 9-19

chiusura
Lunedì

biglietti
ingresso 8 euro

riduzioni
6 euro, studenti accademia e università e insegnanti 4 euro

curatori: Claudio Spadoni, Tulliola Sparagni

promotori: Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Con il sostegno di:Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura di Ravenna, EniPower e Coop Adriatica

organizzazione: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, Museo d'Arte della città

catalogo: Silvana Editoriale

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