A partire dal 19 dicembre, i Musei Provinciali di Gorizia dedicano una originalissima esposizione alla moda e alla "Ricostruzione futurista dell'universo quotidiano".
"Si pensa e si agisce come si veste", scrisse nel suo Manifesto del 1914 il futurista Giacomo Balla. E' proprio a partire da questo concetto che la corrente artistica italiana ha sviluppato nel periodo tra il 1910 e il 1930 una costante avversione contro la simmetria delle giacche, dimenticando volutamente nel cassetto colori come il nero e il marrone d'ordinanza; viene così data via libera a panciotti, scarpe e accessori in un tripudio di colori; insieme alle sciarpe e alla cravatta, con quest'ultima che, aboliti i nodi scorsoi "da impiccato", diventa oggetto di un apposito Manifesto futurista.
E' il periodo in cui Thayaht inventa la tuta (dall'aggettivo "tutta" cui viene tolta una T), lettera che rappresenta graficamente il semplice taglio bidimensionale di un nuovo capo di vestiario che si vuole alla portata di tutti, confezionabile in casa. Un abito universale in grado di sostituire un intero guardaroba, sia in versione maschile che femminile. Futuristi sono anche gli ombrelli (ce ne sono in mostra tre, rarissimi), le borsette e i cappelli.
Ad essere esposti saranno un centinaio di pezzi originali, alcuni dei capi in mostra sono concessi da coloro che oggi fanno la moda: Laura Biagiotti Cigna oppure Ottavio e Rosita Missoni, ad esempio, collezionisti di vestiti futuristi. Roberto Capucci, alla conclusione della rassegna, sarà presente con un'anteprima del suo abito-omaggio al Futurismo.
Ma la mostra non si ferma solo alla moda. Indaga infatti anche nel mondo delle cosiddette arti applicate, oggetti ed arredi della quotidianità. Oggetti tutt'altro che secondari, dove la trasposizione della dinamicità dalle arti figurative a quelle decorative investe sia le forme che le decorazioni, improntate su plastiche combinazioni astratte cinetiche. I risultati variano da tipologia a tipologia, a seconda dei materiali utilizzati e dell'artista stesso: da Balla a Prampolini, a Depero, a Giannattasio, Tato, Rizzo, Corona, DalMonte, Diulgheroff, Andreoni, Pizzo e Azari, si va da lavori più dinamici ad altri piu severi e modernisti.
La loro produzione è vasta, varia e diversificata, per quanto omogenea nello stile: dal mobile al componente d'arredo, agli arazzi, alle stoffe, ai pannelli decorativi, ai tappeti, alle ceramiche, ai metalli, nel tentativo di ridare dignità artistica all'oggetto d'uso.
Particolare interesse merita il capitolo delle stoffe e degli arazzi, dove la tecnica a tarsia di panno, diffusa da Depero e dalla sua Casa d'Arte in Rovereto, trova applicazioni mirabili in diversi artisti-artigiani, come la veneziana Bice Lazzari, pittrice e decoratrice, abilissima nella tessitura al telaio e nella realizzazione di cuscini in panno Lenci tagliato e ricucito.
La mostra rientra nel Progetto "Gorizia. Futurismi di Frontiera". Allestita presso il Museo della Moda e delle Arti Applicate, terminerà il primo maggio 2010.
Museo: Museo della Moda e delle Arti Applicate - Musei Provinciali di Gorizia | Città: Gorizia (GO)
Tipologia: Moda
durata
dal 19/12/2009 al 01/05/2010
giorni e orari
da martedì a domenica: ore 9-19
chiusura
lunedì
biglietti
ingresso 3.50 €
riduzioni
ridotto: 2.50 €
artisti: Giacomo Balla , Fortunato Depero , Nicolaj Diulgheroff , Tullio Mazzotti , Enrico Prampolini , Tato , Thayaht
curatori: Carla Cerutti, Raffaella Sgubin
catalogo: edito dai Musei Provinciali di Gorizia
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
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