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02:18 - 12 marzo 2010
Home > Recensioni > L'arte (in)quieta di Mathilde Rosier
C'è una Mathilde Rosier e ci sono tante Mathilde Rosier. C'è la pittrice di acquerelli e gouache, c'è la performer, c'è la scenografa, la videoartista e la musicista. La trentaseienne francese salta da una forma espressiva all'altra con agilità e controllo. Il risultato non è una confusione stilistica, ma un perfetto e armonico tutt'uno. È come vedere il complesso spartito di una sinfonia per orchestra e poi rimanere stupiti dalla fluidità della sua esecuzione. È come osservare la stupefacente varietà dei regni animale e vegetale e ricomporla poi nella generale cornice della natura. Al suo primo soggiorno milanese, la Rosier ha portato tutta se stessa e si è presentata al pubblico con un'azione che riassume la sua eclettica personalità artistica.
La sera dell'inaugurazione da Raffaella Cortese, seduta al pianoforte, ha suonato un brano da lei composto mentre degli aiutanti entravano in scena con pezzi di mobilio per comporre la scenografia adatta a esporre le sue opere. Hanno arredato un angolo della galleria come un salotto, con sedie, poltrone, un divano in pelle, un tavolino e una lampada in stile vintage. Quindi hanno sistemato gli acquerelli e le gouache sui mobili e alle pareti. Sulle carte dipinte campeggiano figure oniriche e surreali, uomini e donne circondati da animali e fiori o talvolta fusi ad essi in ibridi fantastici. Di fronte al salotto, un letto sfatto, lenzuola disordinate e cuscino a terra, suggerisce l'ingresso in un'altra stanza della creatività. Il materasso è decorato come un palcoscenico teatrale, con tanto di fondale dipinto e quinte a forma di tronchi d'albero.
Il video proiettato a parete è l'unica finestra del metaforico appartamento. La vista guarda su un parco. Fuori è quasi l'alba. Una donna sta suonando l'arpa ai piedi di un lampione dal grande globo sferico, che illumina un vialetto asfaltato. Di fronte a lei, su un prato, un ballerino in vestaglia, pantaloni, camicia e scarpe bianchi, segue l'ipnotica melodia eseguendo una serie improvvisata di posizioni di danza. La musica, la stessa della performance inaugurale, è disturbata dal cacofonico cinguettio di centinaia di uccelli che si stanno svegliando alle prime luci del sole. Un'immagine tranquilla e angosciante allo stesso tempo, che lascia commossi e turbati come al risveglio di un sogno che si vorrebbe non finisse mai. I protagonisti del filmato sono la musicista Rory Pilgrim e il ballerino barocco Hubert Hazebraucq, che hanno suonato e ballato sulle note di Morgenrock (questo il titolo della composizione) lo scorso maggio alla Kunshalle di Baden Baden.
Stefano Ferrari
(07:00 - 21 dic 2009)