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19:18 - 21 marzo 2010
Home > Recensioni > Michele Zaza a Milano
L'allestimento si connota immediatamente come imprescindibile per rafforzare ed allo stesso tempo introdurre l'opera fotografica di Michele Zaza della personale "Il sogno del viaggiatore".
Una dimensione onirica avviluppa ben presto anche il visitatore che si avventura attraverso gli ambienti trasformati della Galleria Bianconi. Michele Zaza in bilico tra fotografia e scultura, tra ascetica religiosità e filosofica trascendenza, accoglie nei recessi del "Cuore del viaggiatore" che si schiude dinanzi allo sguardo dell'osservatore, avvolto dalla temperatura mistica dei colori protagonisti: blu, rosso vermiglio e bianco.
Si schiude in una lenta progressione il gesto di raccoglimento del "Sogno del viaggiatore". Si schiudono le ali dell'angelo, custode del viaggiatore, animula ultraterrena e dunque gemello incorporeo del viaggiatore medesimo.
L'artista si esprime attraverso gesti meditativi, poetici, di un rituale altro, ma allo stesso tempo ascrivibili ad ogni culto primigenio.
Nell'intimo contatto con la propria essenza profonda, raggiunta al culmine di quel percorso antroposofico ricomposto in grandi tavole fotografiche e polittici - in cui è fluido il passaggio da un grado dell'esperienza all'altro, proprio per l'evoluzione ritmata del gesto -, l'artista entra in comunione con l'osservatore grazie al coinvolgimento in un ulteriore viaggio.
Zaza accompagna il visitatore da una tavola all'altra, lo nutre spiegandogli la doppia natura della sua ricerca nella bipartizione della scatola espositiva: un evocativo rosso sanguigno, puntellato di quei pezzi di pane che si indovinano alle spalle del "Viaggiatore assoluto", è base sensibile per una ricerca più alta, più in alto, nel bianco che accoglie le ali dei suoi fravashi.
Anche gli angeli, come il cuore, e il sogno tutto del viaggiatore, si condensano nel gesto di un artista che compone tableaux fotografici come dipingesse, che impagina le sue composizioni privilegiando un fuoco centrale, conferendo un senso di equilibrio e concentrazione tipico di una raffigurazione religiosa, sebbene "altra".
Elena Ugazio
(16:22 - 27 dic 2009)