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00:20 - 04 settembre 2010


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La prima personale di Daniela Novello a Milano

Con Frammenti Silenziosila giovane Daniela Novello è alla sua prima personale, inaugurata presso la Galleria Spaziotemporaneo a Milano il 20 Gennaio.

Qui l'artista materializza, nel vero senso della parola, il suo mondo, quell'intima quotidianità che trasudacoralmentesia dai suoi oggetti sia dallo spazio stesso dell'esposizione: oggetto e spazio formano un unicum inscindibile. È come se in questo luogo il tempo si fosse fermato, carico solo di quei denominatori, raccolti in una 'archeologia del contemporaneo', capaci di far riemerge il ricordo amoroso di un interno domestico, quello della Novello.

Inizia così il viaggio autobiografico tra oggetti pop, nel senso di popolari perché portatori di valori/gesti umani universalmente validi. La zona studio ci racconta l'inizio del percorso artistico della Novello, il disegno e la pittura; ecco quindi un tavolo con scatolette (in piombo lavorato a freddo) di gessetti, pastelli e fusaggini (rispettivamente in marmo e ardesia); ma anche un set di gomme, fiammiferi e sigarette. Una sedia appena scostata sembra suggerirci proprio la volontà dell'artista d'esserci qui ed ora. Il suo bisogno di impossessarsi del frammento temporale è chiaramente espresso in ogni sua "piccola scultura" che letteralmente riesce a dare peso tangibile al ricordo.

Anche nel soggiorno la Novello vuole ricordare l'essenziale: il pane spezzato, realizzato in tufo, ci riporta per un attimo all'archetipo della comunione cristiana; ma gli altri due elementi posti sul tavolo, il tetrapak di latte e il pezzo di formaggio, tornano ad essere, insieme ai cuscini delle sedie in piombo, simboli inequivocabili del vissuto domestico.
La zona bagno, come pure la dispensa (dove ritroviamo gli elementi del pane e del latte insieme a due buste della spesa in piombo) chiudono il cerchio o meglio completano questa rappresentazione panica del quotidiano.

E' da sottolineare l'intento poetico e simbolico del gesto artistico della Novello, gesto che rimane lontano da ogni intento di riproduzione "realistica della realtà".
L'artista come un'archeologa del (suo) quotidiano ha voluto regalare a sé e allo spettatore una collezione di pezzi, di ricordi cristallizzati dalla sua maestria nel lavorare i diversi materiali. Forse quelli della Novello non sono solo frammenti silenziosi. Forse sono frammenti d'amore.

martina barbaro

(16:16 - 25 gen 2010)

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