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07:45 - 01 agosto 2010


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Ciro Vitale a Milano

Per i milanesi, e gli italiani, piazzale Loreto è il luogo dove il 29 aprile 1945 vennero appesi per i piedi ed esposti pubblicamente i corpi di Benito Mussolini e Clara Petacci, dopo essere stati oltraggiati dalla folla in cerca di una ormai tardiva rivalsa. Ma che ne è del ricordo della strage avvenuta in quella stessa piazza il 10 agosto 1944, quando quindici partigiani e antifascisti vennero fucilati da un plotone di esecuzione e i loro cadaveri ammucchiati e abbandonati sotto il sole per tutta la giornata? E che ne è di piazzale Loreto oggi?

Prova a rispondere il napoletano Ciro Vitale, con un'installazione pensata appositamente per la sua prima personale a Milano: Senza titolo (omaggio alla memoria di piazzale Loreto). L'unica luce ad illuminare la piccola stanza che accoglie l'opera viene dai pannelli laterali di un banco di legno nero e dalle quindici lightbox che ne occupano il piano. Dalle piccole scatole luminose emergono dei volti sbiaditi, i volti dei martiri del 1944, rivelati dalle fredde lampade al neon al loro interno. Dai diffusori audio nascosti nel tavolo vengono suoni di motori, clacson e sirene. Piazzale Loreto ieri e piazzale Loreto oggi. Da luogo simbolo della storia d'Italia a trafficato snodo automobilistico urbano. Con intelligenza e tatto, Vitale crea un ambiente carico di tragicità e poesia, sulla scia delle migliori installazioni del "collega" Christian Boltanski. Sul rapporto tra passato e presente si muove anche il videoCronaca di un giorno perfetto. Composto da spezzoni di episodi di contestazione, dagli anni Sessanta fino alla Genova del G8, parte con la presentazione delle due fazioni prima dello scontro, prosegue con l'esplosione della violenza e termina con il ritorno alla quiete. Due grandi dittici fotografici riportano al tema alla Resistenza. Sono i ritratti di Wilma Conti e Piero Romano, affiancati da due immagini delle montagne lecchesi spruzzate dalla neve, scenario della lotta partigiana in Lombardia. Per finire, dieci disegni a grafite su carta, che Vitale ha realizzato a partire da fotografie di famiglia degli anni Trenta e Quaranta. Cancellati i volti delle persone raffigurate, queste diventano il simbolo di tutti gli "assenti" dal registro della memoria.

Stefano Ferrari

(16:03 - 26 feb 2010)

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