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23:27 - 03 settembre 2010
Home > Recensioni > Il favoloso mondo di Os Gemeos
Che il Brasile sia un paese ricco di contraddizioni, è rinomato; che sia un caleidoscopio di colori e culture altrettanto. Meno conosciuto, invece, rimane il panorama artistico contemporaneo di questa terra latina così vasta e diversa. Proprio da qui arrivano gli Os Gemeos, i protagonisti della mostra intitolata Nos braços de um anjo-tra le braccia di un angelo-, presso la Galleria Patricia Armocida a Milano.
Os Gemeos sono alla loro seconda personalepresso la galleria di Patricia che nel 2007 li ha scoperti e presentati al pubblico italiano, puntando su qualcosa di nuovo e mai visto qui da noi. E' stata proprio la gallerista a dirci che questi due artisti gemelli, fin dagli esordi, si sono distinti per la loro volontà forte di andare oltre qualsiasi label, che fosse quella di writers o di street artist.
Ogni canone o categoria estetica, infatti, a poco servirebbe per descrivere questo mondo favolosodegli Os Gemeos, un po' come quello della francesina Amélie. Qui c'è altrettanta magia, poesia ed una ricerca di felicitàprofonda, un voler "rimettere a posto le cose"; dalle difficili strade di San Paolo ad una libertà assoluta, come quella di un angelo, ottenuta attraverso la pittura.
Osservando l'esposizione milanese si ha subito l'impressione che qui tutto è "opera d'arte", tutto è site-specific: gli artisti sono intervenuti sul colore delle pareti (ognuna diversa dall'altra) della galleria; hanno adattato un piccolo spazio a camera da letto, un "tesoro nel tesoro"; hanno coperto e dipinto caloriferi rendendoli anche loro dei personaggi parlanti. Insomma qua è tutto customized come vuole la cultura street-metropolitana.
Come spesso dicono nelle loro interviste, gli Os Gemeos creano i loro personaggi dalla pelle gialla e dagli occhietti gentili unicamente disegnando ciò che c'è nella loro testa, il loro mondo sta nella loro testa. E' un Mad World come quello cantato da Gery Julius, che è anche colonna sonora della mostra. I dettagli da scoprire sono infiniti, come anche i colori, le tecniche utilizzate, le textures, i diversi personaggi. Servirebbe una giornata intera per vedere tutto, ma basta un attimo per capire che quell'abbraccio di un angelo è dietro ogni porta, dietro ogni pensiero, dentro ogni speranza di libertà.
martina barbaro
(12:22 - 02 feb 2010)