registrati richiedi la password
07:38 - 01 agosto 2010
Home > Recensioni > Toccare la luce, Tomas Rajlich
Alla galleria Fabbri contemporary art, un grande personaggio dell'area del Fundamental Painting, Tomas Rajilich.
L'artista inizia la sua ricerca intorno alla fine degli anni 60 tra i fervori dell'arte minimal e del concettuale, tra esperienze come Azimut, Zero ,Nul e di artisti come Manzoni e Klein, Schoonhoven e Mack, e molti altri.
Rajilich trova risposta a questa radicalizazione dell'arte nel pittura stessa, nella materia, nella sostanza, che si apre al dì la dei margini e al di là dei sensi. Le opere presenti rappresentano sinteticamente quasi tutto il lavoro dell'artista.
In un viaggio virtuale potremmo partire da una delle più vecchie cullata in un angolo nel piano sotterraneo della galleria, riconoscendo che si tratta di un opera delle prime esperienze dalla presenza della griglia, strumento atto a razionalizzare e offrire un punto di partenza per l'analisi della pittura stessa.
L'opera che nella sua acerba sperimentazione possiede una bellezza straordinaria, che credo ricalchi a meraviglia una celebre frase di Derrida " La forma affascina quando non si è più in grado di comprendere la forza che è nel suo interno" e altrettanto valida per le opere più recenti (dal 2007 al 2009) che possiamo incontrare al primo piano.
Qui i monocromi di varie grandezze sono come rastrellati, da strati di colore e alla vista si fanno esperienza tattile, è proprio come "Toccare la luce" titolo stesso della personale.
L'esperienza visiva è giocata tra i rilievi e i colori, tra la sostanza e i toni, che possono variare dall'azzurro passando al bianco o al rosa shocking e con particolari glittering.
In particolare di rara bellezza è un piccolo monocromo color verde chiaro posto proprio in fronte all'entrata, è inspiegabile la forza che sprigiona nella sua semplicità tonale e meticolosa lavorazione della sostanza. Una personale che attraversa e unisce tutti i periodi dell'artista, cercando anche un dialogo come nella composizione dei quadretti di anni differenti al piano sotteraneo che vanno dal 1966 al 2002.
Un esposizione difficile, purtroppo in Italia spesso manca una cultura o una sensibilità per questo tipo di arte, e questo tipo di artisti, nonostante siano dei veri protagonisti di quello che è stata la storia dell'arte.
Paolo Paggi
(14:56 - 08 mar 2010)